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venerdì 16 dicembre 2016

Da dove nasce l'Albero di Natale: ecco la leggenda di San Bonifacio


Ecco una chicca che viene dalla Novena di Natale
che accompagna i ragazzi dell'Oratorio verso in Natale!
Il tema è il significato simbolico e cristiano dell'Albero di Natale.
Ecco una bella STORIA DI NATALE
dove un santo da' l'idea dell'albero gioioso decorato...

 
Leggenda di San Bonifacio e l’Albero di Natale
Il Papa aveva assegnato a San Bonifacio un compito: essere vescovo di tutta la Germania! Ma c’era una piccola fregatura: il 90% dei germani non aveva mai sentito nominare Gesù Cristo. Ma San Bonifacio era un uomo tutto d’un pezzo: e senza perdersi d’animo, cominciò a fare il suo dovere! Un bel giorno - nel 723 - si incamminò verso le porte di un paesello sconosciuto. Faceva freddo, e un fitto manto di neve avvolgeva la campagna. Oltrepassò silenzioso le porte della città (che erano, stranamente, incustodite), lanciò un’occhiata alle stelle del cielo, e mormorò una preghiera silenziosa a Gesù: si stava avvicinando la mezzanotte ed era la notte più splendida dell’anno: la notte in cui Gesù, per amor nostro, era sceso sulla terra e si era fatto carne. Incominciava a scorgersi un chiarore, in lontananza. I paesani - Bonifacio pensò - dovevano essere in festa, perché avevano acceso un falò sotto le fronde di un grande albero: una quercia maestosa e altissima, che nemmeno lo spoglio inverno riusciva a render meno imponente.
Bonifacio si fermò nell’ombra, non visto, a qualche metro di distanza: il fuoco illuminava i volti festanti dei paesani, e un bambino di pochi mesi, ancora stretto nelle fasce, era posto su un tavolo in mezzo a tutti i convenuti. Bonifacio si illuminò, radioso: evidentemente quel borgo
conosceva il Vangelo del Signore! Evidentemente, i compaesani stavano festeggiando la festa del Natale!
Si avvicinò per benedire quella Santa festa. Se non che, cominciò a intravvedere alcune cose che
non gli quadravano un granché: una donna che piangeva, una totale assenza di simboli religiosi e un grosso coltellaccio da macellaio nelle mani di colui che guidava il rito.

Bonifacio inorridì letteralmente quando l’uomo sollevò il coltello, verso la pancia del bambino… “NOOOOO!!!”.
Bonifacio gridò così forte che tutti quanti si bloccavano. Il celebrante abbassò il coltello, fissandolo con odio. “Hai interrotto il sacrificio per il dio Thor, straniero. Non so chi tu sia né cosa voglia, ma pagherai per quello che hai fatto”.
“Sacrificio per il dio Thor? Thor vi chiede di sacrificargli un bimbo? Io…”. Esitò, cercando disperatamente di darsi un tono: “
io sono un messaggero del potente Dio! Io sono giunto qui per annunciarvi il suo messaggio!”. Il trucchetto funzionava sempre! Il sacerdote pagano lanciò un lungo sguardo a Bonifacio. Insomma: Bonifacio era un omone grande e grosso, vestito con abiti solenni, e poi aveva un’aura di santità che avvolge tutti i santi… il druido esitò, abbassando il suo coltello: “Thor è adirato con questo popolo, e ha allontanato il sole da queste terre. Il gelo ferisce i nostri campi, e la quercia è morta ed avvizzita. Thor è arrabbiato con noi uomini e vuole un dono per placare la sua ira. E noi doniamo a lui quanto abbiamo di più prezioso: il bambino che è appena nato; il più giovane di tutti”. “Mannò… mannò… - disse Bonifacio - il potente Dio dell’universo ha mandato a me per annunciarvi che lui vi ama! Non vi ha dimenticati”, gridò affannosamente, “e non desidera assolutamente il sangue umano! Lui… non ci abbandona mai!”. E Bonifacio, spinto da una forza interiore, colpì l’albero con un’ascia che era accanto. Si alzò un vento impetuoso e la quercia si aprì in quattro parti rovinando al suolo. Tutti indietreggiarono stupiti. Poi Bonifacio, il sacerdote pagano e tutti i paesani si voltarono e videro che proprio dalle radici della quercia caduta era spuntato miracolosamente un piccolo e umile abete. E Bonifacio di scatto proclamò: “Guardate quell’abete lì! E’ verde ed è fiorente. Non perde mai le sue foglie! Vedete? Dio è con voi! Dio non vi ha dimenticati! Quell’abete è stato messo lì per simboleggiare che Dio vi è sempre vicino! Ci saranno certo delle difficoltà”, continuò Bonifacio: “e, per quanto è in mio potere, vi assicuro che provvederò a farvi avere rifornimenti di miele e di farina, per superare questo inverno… ma Dio è con noi!”.
“Guardate quell’abete, e date retta a me. È proprio in questa notte – in questa notte miracolosa – che Dio
vi ha amati così tanto da venire ad abitare in mezzo a voi. Ha voluto nascere da una donna, incarnandosi nel suo ventre, e venire al mondo per salvare…”. Bonifacio parlò tutta la notte, in quella notte di Natale e annunciò la notizia più bella della Storia, in quella notte di infinito amore che è la notte di Natale.



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